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domenica, 07 dicembre 2008

Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,




visto che ho qualche minuto libero ho deciso di rivolgermi a te, come facevo fino a qualche, forse troppi anni fa. Le mani che scrivono non sono più quelle piccole e morbide di una bimba dai capelli lunghi e gli occhi allegri, e al foglio e alla matita che io continuo a prediligere si è sostituito uno schermo luminoso e un insieme di tasti picchiettanti, ma ti prego di ascoltarmi, perchè so che solo tu puoi realizzare i sogni di chi ti scrive.




Per quest'anno anzi, per gli anni avvenire, portami una nuova Italia. Sì, hai capito bene, un paese per giovani, perchè di vecchi qui ne abbiamo fin troppi. No Babbo, non mi fraintendere, non voglio cacciare i nostri nonni e i nostri zii più il là con gli anni, loro devono restare nelle nostre case, amati e rispettati come solo le persone più importanti e degne si meritano. Io ti chiedo, per favore, di svecchiare tutto il resto, di far sì che coloro che da anni ricoprono un ruolo si facciano da parte quando arriva il momento per fare spazio a chi si affaccia per la prima volta sul mondo del lavoro. Te lo chiedo per me e le mie amiche, per i miei compagni d'avventura e per tutti i miei coetanei che non conosco, ma che sono sicura nutrano le stesse speranze in fondo al cuore e convivono ogni giorno con la paura e l'incertezza del domani.




Perchè le nostre giovani, fresche e vivaci menti trovino un posto dove poter mettere in pratica quello che per anni hanno solo conosciuto sui libri o nei laboratori più o meno funzionanti delle nostre scuole e delle nostre università ; perchè la meritocrazia diventi una regola e non sia più l'eccezione ; perchè il cognome sia solo un segno distintivo rispetto agli altri e non la chiave che spalanca porti e portoni.




Perchè possiamo guadagnare onestamente le nostre giornate con un contratto chiaro e pulito, avere dei diritti sindacali, vederci riconosciute ferie, malattie e contributi ; perchè 500 euro in nero al mese con quaranta, cinquanta, sessanta ore settimanali sulle spalle non siano più una conquista, ma una vergogna.




Vorrei, caro Babbo Natale, che i nostri superiori ci vedessero come una risorsa e non come un ostacolo ; desidererei che ci insegnassero, grazie alla loro esperienza e ci premiassero quando ce lo meritiamo, senza sfruttarci e spremerci fino allo stremo delle nostre forze ; vorrei che fossimo accolti ovunque come una speranza verso il futuro, come un investimento per la società, come le braccia e le menti che porteranno avanti il paese. Anzi, che portano, visto che siamo abbastanza grandi per prenderci le nostre responsabilità e che il nostro momento è arrivato. E' ora, è adesso.




E ti chiedo anche, se puoi, di non farci chiamare più "bamboccioni", perchè non lo siamo, o almeno non tutti. Dì, per favore, ai signori di cui sopra, che se restiamo a casa con mamma e papà è per necessità e non per scelta, perchè senza lavoro, senza un contratto, senza soldi, andare via dal proprio nucleo familiare è impossibile. E cosa pensano , caro Babbo, che non sogniamo qualche metro quadro tutto nostro? Da dividere con gli amici o con l'amore che sognamo sarà per la vita, in cui far vivere i nostri sogni e le nostre speranze, nelle quali cullare i nostri desideri, archiviare le sconfitte e risolvere i problemi con la tenacia e la forza che solo noi, e questo concedetemelo, abbiamo?




Sogno, caro Babbo, che possiamo diventare grandi a 25,30 anni e non a 50. Vorrei che potessimo mettere da parte qualche risparmio per poterci creare una nuova famiglia, per assumerci le responsabilità che questo comporta, per diventare genitori quando lo desideriamo e non quando lo decide il nostro capo, o il mercato, o la crisi finanziaria.




Pensaci Babbo e vedi quello che puoi fare.




Io, Simona, Eleonora, Elisabetta, Lucia, Gianluca, Francesca, Claudio, Marco, Elena, Matteo, Paolo, Veronica, Dario, Benedetta, Filippo, Massimo, Caterina, Beatrice, Valeria, Riccardo.........te ne saremo grati.


postato da: sigi alle ore 13:19 | link | commenti (8)
categorie: speranze, babbo natale, domani