Ho bisogno di fare ordine ì nella mia vita e di circa una tonnellata di pazienza.
Per la prima cosa mi sto attrezzando e, siccome sono sempre stata abbastanza attiva e reattiva, ci sto pian piano riuscendo , anche se il lavoro è molto lungo, ma per quanto riguarda la seconda sono in alto mare.
Essere un animale sociale a volte pesa e distrugge, ed è quello che mi è accaduto.
Ho solo bisogno di un eremo, di un cellulare spento, di un'agenda vuota.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso, e io comincio a versare lacrime.
Silvia faber fortunae suae. E' sempre stato e sempre lo sarà.
Guai a chi mi insegue.
Silvia se ne vorrebbe andare, per mettersi alla prova e camminare sotto un cielo diverso, tra volti sconosciuti e aule che non aveva mai incontrato prima. Desidererebbe un pò di autonomia e un pizzico di indipendenza in più, lontano dal suo nido e dalle persone che l'hanno vista crescere,sorridere e disperarsi.
E invece non sa dove potrebbe recarsi e neanche se ciò potrebbe avere un senso. Intanto gli anni trascorrono e la camera è sempre la stessa, accanto a quella di babbo e mamma ; il letto , con i riccioli in ferro battutto, culla i miei sogni ormai da troppi anni e i pupazzi, immobili sulle mensole, mi hanno conosciuto con il grembiule blu, alle prese con i rientri pomeridiani, abbracciare dizionari di latino e libri di fisica e sfogliare speranzosa e soddisfatta un libretto universitario.
Il tempo passa e non passa mai. Quanti anni ancora dovrò studiare? Quanti anni dovrò attendere prima di guadagnare qualche spicciolo, magari in nero e senza alcuna garanzia per il futuro? Quante volte dovrò affacciarmi ancora da quella finestra e vedere il susino in fiore, i suoi frutti, i rami secchi a avvizziti e poi di nuovo ancora le foglioline verdi e rigogliose e poi....
Per ogni sogno c'è una paura ed io sono terrorizzata. Che ne sarà di me domani? Tutto è in equilibrio precario, ogni cosa potrebbe cambiare da un momento all'altro e scoppiare in mille pezzi come una bolla di cristallo. A quel punto non potrò incollare di nuovo ciò che rimane percè sarà impossibile, ma dovrò disegnarmi un nuovo risveglio.
Almeno avessi una certezza, una. Niente, neanche quella.
Ultimamente ho trascurato il blog a causa di Facebook che, come una calamita,attira la mia curiosità e assorbe il tempo che trascorro su internet. Però non è giusto abbandonare il mio amico virtuale che fedelmente mi accompagna da diversi anni, quindi mi rippongo di aggiornarlo almeno tre volte alla settimana.
Sei contento bel bloghhino mio? :)
Ho smesso di pormi domande.
E perchè?
Cosa c'è, adesso me le fai tu?
Sì. Perchè hai smesso?
Perchè sono stanca. Le cose vanno come devono andare ed io non farò niente per cambiarle. E' tutte energia spesa e sprecata.
E ti arrendi?
La chiami resa? A me non pare, comunque se vuoi metterla sotto questo punto, sì, mi arrendo.
Non è una bella cosa.
Non mi importa, devo cambiare rotta perchè forse è arrivato il momento di guardare il mondo con occhi diversi.
I tuoi occhi sono questi, lo sono sempre stati e sempre lo saranno.
Fino ad ora sono andati bene, ma non so se sarà così per sempre. Il tempo passa.
E allora? Tu sei così.
Non so se sia giusto. O sbagliato.Sarò costretta a navigare sempre in acque agitate e a non trovare mai il faro. Più cresco e più temo di ritrovarmi nelle lettere scritte ai settimanali, nelle interviste rilasciate agli opinionisti e in tutti i problemi del nostro tempo.
E' la Vita.
E della Vita fanno parte paura e, conseguentemente, scelte. Dovrò domarmi e scendere a compromessi. Perchè di decisioni determinanti ne ho già prese abbastanza e adesso tutto mi spaventa.
No, non temere, sei forte.
La mia forza è stata la mia ancora di salvezza e il piombo che mi ha affondato. Non sempre è d'aiuto, perchè spesso scalfisce, segna, ferisce.
E tu cosa desideri?
Tutto e il contrario di tutto. E di una cosa sono certa : ho ancora tanto da imparare.
Sarà la primavera, sarà il sole (?), saranno gli esami a Maggio o le elezioni universitarie che ogni volta mi destabilizzano, ma mi sento , quasi, come due anni fa. A parte, per fortuna, alcuni momenti che spero di non rivivere, sono ricaduta nel profondo ed infinito tunnel dell'ansia, della preoccupazione e della agenda-piena-preelettorale.
Viste come sono andate poi le cose, spero in due risultati diversi, per tutti noi e per me. Perchè se boccio all'esame sclero. E faccio causa. E mi inca**o come una iena.
Ma perchè pensarci adesso? Perchè sto come 24 mesi fa : perchè con una mano mangio e con l'altra scrivo, perchè mentre vado a rispondere al telefono ripeto rimessione, ricusazioni, misure cautelari e riti abbreviati, perchè i giorni scorrono troppo velocemente. Perchè ho paura.
Sotto con il Sostenium e tanto, tanto, tanto sonno.
San Ranieri aiutami tu.
Per qualche tempo ho accantonato il tutto, grazie a chissà quale favorevole e amichevole congiunzione astrale che ha deviato i miei pensieri verso altro. Però il tempo passa e i conti devono quadrare, per cui ho ripreso in mano carta e matita e, con l'aiuto di una calcolatrice, ho iniziato a scarabocchiare e a premere convulsamente i tasti. La soluzione non è arrivata, e dopo poco ne ho compreso il motivo : non si fanno i conti senza l'oste. E quindi dovrò attendere ancora. Ma non molto. Semplicemente perchè non sono disposta a farlo. Ho sempre corso e non smetterò certo adesso. La mia vita prenderà comunque forma.
Bacio Perugina, consolami tu.
Dopo una notte semi-insonne passata a riflettere sono giunta ad una conclusione :
ho fatto un mare di cazzate.
Ed ora è tempo di cambiare, fare tabula rasa e ricominciare, passo dopo passo riconquistare la cima.
Perchè il sogno è diventato realtà, la realtà è la più bella che abbia mai vissuto e niente e nessuno può neanche lontanamente competervi o valere un millessimo di tutto ciò.
Fosse l'ultima cosa che faccio. Perchè è l'unica per cui vale la pena vivere.