Quest'anno non ce la posso fare. Non ho voglia, di niente. Non voglio studiare, non voglio stare qui tra queste quattro mura, nè tantomento camminare tra i Lungarni, girovagare in Sapienza e ritrovarmi tra Borgo, Corso Italia e Piazza dei Miracoli.
Se guardo quei libri mi sento male, se scorro la rubrica divento diffidente, se penso ai prossimi mesi mi viene l'ansia.
Voglio andare a Roma, perchè dopo MdP, è l'unico posto dove sto bene. Bene. Benissimo. Voglio passeggiare a Villa Borghese e guardare il cupolone spuntare dal Lungotevere ; voglio sedermi tra i Fori Imperiali e cercare la sede di Colle Oppio, voglio andare al Sistina e fare merenda a Ponte Flaminio. Da sola, senza dover pensare a niente e a nessuno. Senza celulare, ma con l'i-pod e i libri sottobraccio, perchè là, sono sicura, riuscirei a riprenderli in mano.
Silvia se ne vorrebbe andare, per mettersi alla prova e camminare sotto un cielo diverso, tra volti sconosciuti e aule che non aveva mai incontrato prima. Desidererebbe un pò di autonomia e un pizzico di indipendenza in più, lontano dal suo nido e dalle persone che l'hanno vista crescere,sorridere e disperarsi.
E invece non sa dove potrebbe recarsi e neanche se ciò potrebbe avere un senso. Intanto gli anni trascorrono e la camera è sempre la stessa, accanto a quella di babbo e mamma ; il letto , con i riccioli in ferro battutto, culla i miei sogni ormai da troppi anni e i pupazzi, immobili sulle mensole, mi hanno conosciuto con il grembiule blu, alle prese con i rientri pomeridiani, abbracciare dizionari di latino e libri di fisica e sfogliare speranzosa e soddisfatta un libretto universitario.
Il tempo passa e non passa mai. Quanti anni ancora dovrò studiare? Quanti anni dovrò attendere prima di guadagnare qualche spicciolo, magari in nero e senza alcuna garanzia per il futuro? Quante volte dovrò affacciarmi ancora da quella finestra e vedere il susino in fiore, i suoi frutti, i rami secchi a avvizziti e poi di nuovo ancora le foglioline verdi e rigogliose e poi....
Per ogni sogno c'è una paura ed io sono terrorizzata. Che ne sarà di me domani? Tutto è in equilibrio precario, ogni cosa potrebbe cambiare da un momento all'altro e scoppiare in mille pezzi come una bolla di cristallo. A quel punto non potrò incollare di nuovo ciò che rimane percè sarà impossibile, ma dovrò disegnarmi un nuovo risveglio.
Almeno avessi una certezza, una. Niente, neanche quella.
Il direttore dell'Esselunga ha dichiarato che le entrate di quest'anno hanno subito un consistente calo, e il signore della sagra ha affermato che, senza di noi, non si venderanno i bomboloni con la Nutella e non verrà organizzata la tombolata.
Quindi, cara estate, muoviti ad arrivare.
Per qualche tempo ho accantonato il tutto, grazie a chissà quale favorevole e amichevole congiunzione astrale che ha deviato i miei pensieri verso altro. Però il tempo passa e i conti devono quadrare, per cui ho ripreso in mano carta e matita e, con l'aiuto di una calcolatrice, ho iniziato a scarabocchiare e a premere convulsamente i tasti. La soluzione non è arrivata, e dopo poco ne ho compreso il motivo : non si fanno i conti senza l'oste. E quindi dovrò attendere ancora. Ma non molto. Semplicemente perchè non sono disposta a farlo. Ho sempre corso e non smetterò certo adesso. La mia vita prenderà comunque forma.
Bacio Perugina, consolami tu.
Dato che i Carabinieri hanno svolto un eccelso lavoro ( qualcuno potrà osservare che si tratta semplicemente di dovere, ed è giusto, ma sono convinta di difficile realizzazione, e quindi a mio modesto parere lodevole ), adesso speriamo che " qualcuno " non rovini tutto.
Vogliamo o no far funzionare questo cavolo di giustizia delle banane?!?!
Io ci credo eh, non mi deludete ( e con me altri milioni di Italiani ).
Ai posteri.
EDIT 2.2.09 : visto che quel qualcuno ( pur facendo il suo dovere, certo, ma troppo spesso appellandosi alle sole regole procedurali e raramente al buon senso ) ha concesso gli arresti domiciali a due bestie del branco di Guidonia, mi auguro che qualcun'altro scovi il loro nascondiglio segreto in Veneto e arrivi laddove la giustizia non giunge.
Abbiamo o no un sistema giudiziario peggiore di quello dell'Angola?
Un motivo dovrà pur esserci.
Che rumore fa la felicità.
Come opposti che si attraggono,
come amanti che si abbracciano.
Camminiamo ancora insieme,
sopra il male sopra il bene,
Ma i fiumi si attraversano e le vette si conquistano.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Mentre i sogni si dissolvono
e gli inverni si accavallano
quanti spilli sulla pelle
dentro il petto sulle spalle,
ma amo il sole dei tuoi occhi neri
più del nero opaco dei miei pensieri
e vivo fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Che rumore fa la felicità
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
Che rumore fa la felicità.
Due molecole che sbattono
come mosche in un barattolo
con le ali ferme senza vento
bestemmiando al firmamento.
Mentre il senso delle cose muta
ed ogni sicurezza è ormai scaduta
appassisce lentamente
la coscienza della gente.
Che rumore fa la felicità.
Che sapore ha, quando arriverà sopra i cieli grigi delle città
che fingono di essere rifugio per le anime.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
Dove sei ora?
Come stai ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei?
Dove sei ora?
Come sei ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei… cosa sei? ma…
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma è fuoco nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme a te … a te.
No, non so che rumore faccia la felicità. Ma aspetto di scoprirlo. Da te.
Oimmena.
Non ne posso più.
Ho bisogno di vedere sventolare quella bandiera gialla, sentirmi il vento tra i capelli, scorgere alle mie spalle le Alpi Apuane.
Solo allora starò bene.
Il limite di sopportazione è quasi azzerato e un c'ho più voglia d'aspettà. Uff. Infatti faccio e penso cose che non avrei mai fatto o detto e non sono più capace di dare il giusto peso ai piccoli imprevisti che capitano, sempre che possano essere considerati tali. Lancette, per favore, scorrete alla svelta perchè un ne posso più.
E intanto auguri a Manu che si è laureataaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!! Ed è intelligentissima, bravissima e fescionissima ( infatti è amica mia
) 