Studio sì. Vado nel fiocco a questo, quello e quell'altro, perchè hanno già scassato abbastanza e preso spazi che non li appartengono.
Manca il sonno però, quello sì. Ma vi porrò rimedio.
Il pavimento sta crollando e le mura sono diventate ancora più strette.
Mi manca l'aria, si sta facendo buio, non respiro più.
Aiuto.
Ehi, ma dov'è il posto, qui dietro?!Dietro queste impalcature?!Oddio... Ma che diciiiiiiiii!!!!! Non lo vedi che è più avanti?!Come saresti entrata lì?! Oh, che ne so, mi sembrava che il numero fosse quello! Caffè? Sì, ok, però dentro non c'è posto.Andiamo fuori? Ma sì, dai.... Cavolo!Quanto costa da bere?! Io prendo un cappuccio. Anch'io... 11E! Cosa?!?! Oh mamma! Vuoi mezza bustina di zucchero? No, fammi capire, con 11E dobbiamo anche smezzare lo zucchero?! Dè, sai che faccio? Io gli frego i tovagliolini, a titolo di risarcimento. Andiamo vai... Ehi, guarda là, gli are crisna!!!!! Miticiiiiiii!!!!! Seguiamoli! Guarda lì, ahahah!!! E se mi unissi a loro?! Mio padre si sentirebbe male!!! E avrebbe ragione! Andiamo a cena? Regolare! Io prendo il risotto. Che tristezza, sempre quello e peggio di un milanese. Oh, ma se mi piace!Tu che hai preso? Niente che ti interess...va bene, assaggia.Uff. Vuoi il dolce? Io sì, certo. Vabbè, io sarei a posto però lo prendo anch'io...burp...oddio, non ce la faccio.Vuoi finirlo tu? Ma certo! Silvia, ma quant'è che non mangi?! Roba poco salutare come questa tanto, troppo tempo, per cui ne approfitto :)
ui-lov-bel-co-ni....
Che rumore fa la felicità.
Come opposti che si attraggono,
come amanti che si abbracciano.
Camminiamo ancora insieme,
sopra il male sopra il bene,
Ma i fiumi si attraversano e le vette si conquistano.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Mentre i sogni si dissolvono
e gli inverni si accavallano
quanti spilli sulla pelle
dentro il petto sulle spalle,
ma amo il sole dei tuoi occhi neri
più del nero opaco dei miei pensieri
e vivo fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Che rumore fa la felicità
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
Che rumore fa la felicità.
Due molecole che sbattono
come mosche in un barattolo
con le ali ferme senza vento
bestemmiando al firmamento.
Mentre il senso delle cose muta
ed ogni sicurezza è ormai scaduta
appassisce lentamente
la coscienza della gente.
Che rumore fa la felicità.
Che sapore ha, quando arriverà sopra i cieli grigi delle città
che fingono di essere rifugio per le anime.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.
Dove sei ora?
Come stai ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei?
Dove sei ora?
Come sei ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei… cosa sei? ma…
Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma è fuoco nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme a te … a te.
No, non so che rumore faccia la felicità. Ma aspetto di scoprirlo. Da te.
Hey, ciao ragazze! Posso darvi questo invito? Per questa sera, blablablablabla...perchè dovete sapere che blablablablabla...ma comunque blablablablabla... Ah grazie, ne terremo di conto, sei stato gentile! E' il mio lavoro,figuratevi!Pensateci dai, vi aspettiamo...blablablablabla... Sì sì, grazie, guarda lo metto in tasca così non lo perdo! Brava, grande!Allora ci conto,ciao!!! Mamma mia oh, ma quanto parlava?Ad un certo punto non lo seguivo più! Non lo dire a me.Per non parlare del suo aspetto.Aveva un assetto odontostomatologico alquanto imbarazzante.
Si vede che dopo una certa ora i miei neuroni vanno in letargo.
Siete i nostri padri, i nostri fratelli, i nostri mariti, i nostri fidanzati e i nostri amici. Ed è per questo che oggi mi unisco al ricordo dei vostri cari e di un Paese intero che cinque anni fa, grazie a voi, ha riscoperto un sentimento di appartenenza e di orgolio nazionale che sembrava sopito.
Onore a voi Fratelli d'Italia.
Perchè non lo fai? Perchè non posso. E perchè non puoi? Perchè sono donna.
Nonostante l'ammodernamento, il pensiero cosiddetto aperto, la tolleranza, l'uguaglianza, la libertà, certe mentalità restano e con esse i limiti e le imposizioni subdole che lentamente strisciano nella nostra vita e vi si impongono prepotentemente fino a condizionarla in maniera definitiva.
E ogni volta che tiri un pugnale, anche se poi lo togli, la ferita resta e forse non si rimargina. O magari resta un senso latente del dolore pronto a riemergere ogni volta in cui si presenti la stessa, identica situazione. E allora se hai paura, magari qualcuno ha anche lo spudorato coraggio di chiederti perchè. E se fai un passo avanti devi guardarti alle spalle, e accanto perchè potrebbe accadere qualche imprevisto prima di arrivare a destinazione. E quando ci arrivi, poi, la felicità raggiunta, voluta, tenacemente conquistata viene strappata via, in un attimo, perchè. Perchè semplicemente " non si poteva " . Quindi indietro. Sì, ma di altri due passi. E perchè? Perchè indosso la gonna, perchè ho i capelli lunghi e il seno, perchè la natura mi ha dato la forza di sopportare il dolore e di generare la vita, perchè porto i tacchi e ho borse lucide e capienti, perchè mi trucco, perchè ogni volta prima di fare qualcosa devo ragionarci sopra per non mettermi in pericolo e non causare sospetti infondati o , peggio, per non dare adito a pettegolezzi , perchè avere un amico caro significa, in base a chissà quali ragionamenti, che c'è o c'è stata attrazione o interesse o chissà quale altro inconcepibile rapporto che poi, perchè malato, subdolo, inaccettabile si è trasformato in amicizia, perchè non si possono dire due parole in più altrimenti se ne paga caro lo scotto e perchè c'è sempre, costante e marchiato a fuoco sul nostro animo, un senso continuo di inadeguatezza e di paura. E di chi, di che cosa? Delle mani conosciute, di quelle che dovrebbero stringere in un abbraccio e invece si muovono nervosamente ; degli occhi che dovrebbero creare un contatto diretto, immediato e avvolgente, ma che diventano pungenti e glaciali ; e di quelle parole che aspetti per tanto tempo, per scaldare il cuore e invece lo trafiggono per l'ennesima volta.
Che cosa ho sbagliato, ancora? Niente, adesso niente, ne sono certa, ma... Ma? Nulla, è che...sei nata donna.
Santa Silvia
Silvia è stata la madre di san Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa del VI secolo. Questi visse a Roma sul Celio in un ambiente cristiano esemplare anche grazie alla santità delle zie (cognate di Silvia) Tersilia ed Emiliana (o Amelia). La famiglia era importante anche dal punto di vista civile: il marito di Silvia, Gordiano, era un integerrimo senatore divenuto anche lui cristiano. Silvia seppe conciliare la guida della famiglia con le esigenze della radicalità evangelica. Dal figlio Gregorio traspare la sua santità. Su di lui, infatti, l'esempio e l'insegnamento della madre deve avere avuto un peso che non si può ignorare. Quando Gregorio non ebbe più bisogno he della sua guida, Silvia abbandonò il mondo e si ritirò a vita claustrale presso la basilica di San Paolo fuori le mura. Morì probabilmente verso il 590. (Avvenire)
Etimologia: Silvia = abitatrice delle selve, donna dei boschi, selvaggia, dal latino
Martirologio Romano: A Roma, commemorazione di santa Silvia, madre del papa san Gregorio Magno, che, secondo quanto lo stesso Pontefice riferì nei suoi scritti, raggiunse il vertice della vita di preghiera e di penitenza e fu per il prossimo un eccelso esempio.