Oggi ho compiuto il primo passo e presto completerò il cammino che mi porterà a fare qualcosa di molto utile. Sono felice per questo e sono felice del fatto che io ferma e con le mani in mano non so stare. Scansata ed archiviata, se così si può dire, la me*da, volgo verso altri lidi sicuramente puliti senza troppo inquinamento e sostanze tossiche che fanno male alla salute e AL CERVELLO.
ciao brutte me*de
Carissimi Amici di Papa Luciani
La Fiction è avvincente, anche per numerose scene di grande effetto, si vede volentieri e soddisfa la curiosità di chi vuole sapere di più su questo papa rimasto sul soglio pontificio per soli 33 giorni.
Dà senz’altro l’occasione “di ricordare questo papa che ormai sta per essere dimenticato per il suo breve pontificato”!!?? (testuali parole del vaticanista DE Carli che ha ideato questo lavoro) e questo è positivo, anche se non si può condividere il concetto “ non importa come se ne parli, basta che se ne parli”. E’ evidente e ammirevole il tentativo di approfondire e presentare la figura di Albino,la sua vita, le vicende di cui è stato protagonista. L’attore che lo impersona è molto bravo, mostra lo sforzo di calarsi nel personaggio e in qualche punto riesce a farlo in un modo veramente sorprendente e commovente, anche se questo è riuscito nella prima parte, molto meno nella seconda..
Tuttavia è un lavoro che rimane imprigionato nei clichè di un papa, debole e vittima di chissà quali trame oscure e non può soddisfare chi ha conosciuto veramente un po’ più da vicino questo papa e soprattutto chi ci ha vissuto insieme. Non basta qualche scena ben indovinata, tutta una serie di battute “vere” tratte dagli scritti di Albino ( che a dire il vero in qualche punto appaiono forzate) a convincere sulla completa rispondenza alla verità di quanto presentato. A partire dai luoghi in cui è stata girata la parte del periodo Bellunese, che sono completamente diversi rispetto all’ambiente di montagna , in cui è vissuto e che pesa molto sulla comprensione della personalità del futuro papa, ci sono scene che raccontano fatti mai accaduti , sovrapposizioni di fatti avvenuti in tempi e luoghi diversi, mescolati tra loro, personaggi che corrispondono solo marginalmente alla realtà , presentati come macchiette e talvolta dall’aspetto addirittura grottesco.
La figura stessa di Albino pur rispondendo ad alcune caratteristiche , che in un certo qual modo possono “salvarne” la persona nel suo essere cristiano e mettere in evidenza come nella Chiesa ci siano delle persone sane, manca però dell’incisività e della fermezza che era tipica di lui quando doveva prendere decisioni importanti, spesso sgradite o doveva assumersi qualche responsabilità. Ne risulta quindi una persona tutto sommato debole e fragile, talvolta troppo remissiva e poco reattiva, non corrispondente alla vera portata della sua personalità. Nella seconda parte poi appare come un utopista, di un progressismo da sognatore stupido, lontano dalla realtà, che vuole riformare tutta la Chiesa, ma non si sa nemmeno come. Anche dove la sua persona eccelle, questo accade a scapito della Chiesa, che appare come corrotta, interessata solo di problemi materiali, intenta a tramare contro chi ha una visione diversa. Il messaggio finale sembra presentare il Papa come un inetto
e incapace di restare in una Chiesa che non è rispondente a quanto pensa lui. Non ha rapporti quasi con nessuno (tranne che con quel suo segretario, “unico buono e bravo in tutto l’ambiente”!!!???) e, continuamente dominato dal senso della morte, sia per quanto gli ha predetto suor Lucia, sia perché non si sente accettato da una Chiesa che egli coglie come estranea a lui, si lascia morire poco a poco di mal di cuore. E’ vero che una fiction, proprio come tale, ha delle esigenze di sceneggiatura che portano a cambiare la realtà, per essere maggiormente incisivi, per far comprendere al pubblico alcuni concetti fondamentali; deve necessariamente contrapporre un “buono ed un cattivo” e, logicamente, è costretta a rispettare i limiti imposti dal tempo a disposizione. Sarebbe stata opportuna una maggiore d’attenzione, trattandosi di un argomento delicato e di eventi ancora troppo vicini nel tempo, oltre che per amore di verità, anche per non creare sofferenze inutili, toccand
o persone ancora viventi o di cui resta tuttora un ricordo affettuoso e presente. In particolare, soprattutto, mi riferisco alla grossolana rappresentazione dei famigliari , come il fratello Edoardo, presentato nella figura e nelle parole, in modo totalmente alieno dalla effettiva realtà, oppure delle persone che sono state a lui care come suor Vincenza, la religiosa che lo ha accompagnato da Vittorio, a Roma, con fedele devozione ed affetto sincero e che lo ha servito meglio di certi suoi segretari.Sarebbe bastato leggere con più attenzione i libri in materia, e sentire alcune delle molte persone che lo avevano conosciuto, sia a Belluno che a Vittorio che a Venezia, per poter avere una visione più corretta e coerente della vera personalità del papa . Questo avrebbe evitato grossolani strafalcioni.Il filmato, che, tutto sommato, nella prima parte ha una sua validità per il messaggio di fondo che lo percorre e che arriva abbastanza chiaramente allo spettatore, lo è molto
meno nella sua seconda, e mette in evidenza come si sia persa un’occasione per fare qualcosa di veramente valido, incisivo e maggiormente rispondente al vero, se il lavoro di consulenza fosse stato più onesto, attento e scrupoloso.Veramente , lo zio che ho incontrato a Roma non molti giorni prima che morisse, era ben diverso, lontano mille anni luce, da quello che appare, soprattutto nella seconda parte di questa strana fiction.
Pia Luciani
Purtroppo la fiction è sempre una fiction è come tale deve proporre agli spetattori un filmato facile da seguire, avvincente e anche un pò falsato, se questo serve a rendere il tutto più accattivante. Non credo che il nostro papa vivesse in case di cemento, nè avesse letti con la testata di ferro battutto, nè che i boschi bellunesi fossero spogli come quelli visti nelle due puntate, nè il che il pontefice fosse sempre angosciato dal pensiero dello morte. Ovviamente la storia della sua vita è stata riletta e rivisitata da sceneggiatori e registi perchè fosse appetibile al grande pubblico televisivo e credo che l'unica cosa positiva sia stato il fatto di avere reso ancora più conosciuta la figura di papa Luciani.
23.10.1956
23.10.2006
46.000 ungheresi rimasero uccisi negli scontri, 228 furono condannati al plotone d'esecuzione
75.000 vennero deportati in Russia, 8.000 dei quali non tornarono mai più
23 ottobre 1956. A Budapest migliaia di manifestanti scendono in strada in segno di solidarietà con l’immensa protesta di operai e studenti Polacchi repressa col sangue un mese prima. Viene abbattuta la statua gigante di Stalin nel parco municipale.
Il numero uno del Partito Comunista, parla alla radio: insulta gli studenti e gli operai e respinge le loro richieste. Poi ordina alla polizia politica di sparare sulla folla ammassata davanti al palazzo della radio: muoiono in 12. I manifestanti si impadroniscono delle armi di decine di poliziotti che non oppongono resistenza. Nella notte i blindati della 92ma divisione dell'Armata Rossa entrano a Budapest. Il 25 ottobre, inizia la rivolta in altre dieci città, cinque radio clandestine trasmettono nel paese, vengono distribuiti giornali clandestini e sono costituiti alcuni consigli di fabbrica.
31 ottobre.
I blindati si ritirano dalla capitale. Mosca invia finti negoziatori che, per guadagnare tempo, assicurano che l'Armata Rossa sta lasciando il paese. Invece dopo quattro giorni i carri armati sovietici entrano a Budapest, la gente si difende con armi leggere e bottiglie molotov. I combattimenti continuano fino al 9 dicembre. Il 12 dicembre, quando viene istituita la legge marziale, i lavoratori proclamano uno sciopero generale, che durerà fino al 13 gennaio, quando viene decisa la pena di morte contro tutti gli scioperanti.
Il 20 marzo, il primo ministro si reca a Mosca a rendere omaggio all’intervento sovietico. Il 27 aprile firmerà gli accordi di "stazionamento temporaneo" delle truppe sovietiche in Ungheria. vi resteranno ancora trentadue anni.
Nel cinquantesimo anniversario dell'invasione del''Ungheria da parte delle truppe sovietiche io dedico ai rivoluzionari e alle vittime della repressione comunista questa stupenda canzone
Ragazzi di Budapest
Avanti ragazzi di Buda
avanti ragazzi di Pest
studenti, braccianti, operai,
il sole non sorge più ad Est.
Abbiamo vegliato una notte
la notte dei cento e più mesi
sognando quei giorni d’ottobre,
quest’alba dei giovan’ungheresi.
Ricordo che avevi un moschetto
su portalo in piazza, ti aspetto,
nascosta tra i libri di scuola
anch’io porterò una pistola.
Sei giorni e sei notti di gloria
durò questa nostra vittoria
ma al settimo sono arrivati
i russi con i carri armati.
I carri ci schiaccian le ossa,
nessuno ci viene in aiuto
il mondo è rimasto a guardare sull’orlo della fossa seduto.
Ragazza non dirlo a mia madre
non dirle che muoio stasera
ma dille che sto su in montagna
e che tornerò a primavera
Compagni noi siam condannati,
sconfitta è la rivoluzione
fra poco saremo bendati
e messi davanti al plotone
Compagno il plotone già avanza,
già cadono il primo e il secondo
finita è la nostra vacanza,
sepolto l'onore del mondo
Compagno riponi il fucile torneranno a cantare le fonti
quel giorno serrate le file
e noi torneremo dai monti
Avanti ragazzi di Buda,
avanti ragazzi di Pest
studenti, braccianti e operai,
il sole non sorge più all'Est
il mio mitra è il contrabbasso che ti spara sulla faccia
che ti spara sulla faccia ciò che penso della vita
con il suono delle dita si combatte una battaglia
che ci porta sulle strade della gente che sa amare
nei tuoi occhi c'è una luce che riscalda la mia mente
il tuo odore è ossigeno
la mia magia che muore la tua magia che muore
in questo siamo complici
FORSE SEI UN CONGEGNO CHE SI SPEGNE DA SE
e ti rifiuti di ascoltare ogni segnale che ti può cambiare
perchè ti fa paura quello che succederà
se poi ti senti uguale
bbbbbbbbbbuuuuuuuuuuuuuuaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhh!!!!!!!!!
ora sclero
uffa
cmq la mia macchina è intoccabile
odio sentire parlare di capezzoli mentre mangiamo
e i fischi nelle orecchie a distanza ravvicinata
dottore, dottore, dottore del buco del cu....


dè oh no
ma cioè dico!
piove, senti come, madonna come piove, senti come viene giù!
e io che volevo uscire!
devo studiare? umpf...forse sì forse no...
c'ho gli stivali e il canotto per stasera
muahmuahmuah!
Ooooooooooooooooooohhhhhhhhhhhhh!!!!!!!
Ma che cazpiterina sta succedendo?!?!
Ora danno l'indulto anche a Chiatti?!?!
Mah...!!! Mah...!!! MAH....!!!!
Non vado più in Svizzera, ma resto qui a rompervi i maroni.
FATEMI FARE IL MAGISTRATOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!